IL CONCETTO DÌ “REPUBBLICA DEL SUD”

Pubblicato: 11 settembre 2020 in POLITICA

BATTAGLIE LIBERALI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

DOTT. DAVIDE DE FILIPPI

UNO STATO “ACCENTRATO” TRADIZIONALMENTE E’ IL NEMICO PER ECCELLENZA DÌ UNO STATO “FEDERALE” IN QUANTO, SPESSO, UN CONCETTO DÌ POTERE CENTRALIZZATO, IN SENSO GENERICO, È L’ESPRESSIONE DÌ UNA DECLINAZIONE DÌ ESSO IN SENSO TIRANNICO E LONTANO DALLE ESIGENZE DELLA REALTA’. SE A CHI È AL GOVERNO VA FATTO NOTARE, GIUSTAMENTE, CHE LA CENTRALIZZAZIONE, E L’INCREMENTO DEL POTERE STATALE, NON SONO SOLUZIONI, E’ PUR VERO CHE UN SENTIMENTO “QUALUNQUISTA” SPESSO E’ LA FACCIA PIU’ PROPAGANDISTICA DEI MOVIMENTI FEDERALISTI OVE SI SBANDIERA LA NECESSITA’ CHE OGNUNO SI RIVOLGA, SEMPLICEMENTE, AI PROPRI INTERESSI. LA PROPOSTA FEDERALISTA SPESSO MISURA LA TEMPERATURA DELLE MASSE E, QUINDI, SE DA UN LATO IL FEDERALISMO NORDICO, SPESSO, PREDICAVA L’ANTIMERIDIONALISMO, DALL’ALTRO IL FEDERALISMO MERIDIONALISTA, SPESSO, VENIVA VISTO COME UN’ALTERNATIVA ALLA BUROCRAZIA DÌ UNO STATO CENTRALISTA CHE NON SI ADEGUAVA ALLE ESIGENZE DELLA SOCIETA’ CIVILE. IN OGNI CASO L’ADEGUAMENTO AD UN NUOVO SISTEMA DÌ GOVERNO E DÌ GESTIONE DEI PROBLEMI PASSA ATTRAVERSO IL SUPERAMENTO DELLA FORMA CENTRALISTA DELLO STATO NAZIONALE CHE PER LA SUA NATURA VIENE VISTA SPESSO DAI MERIDIONALI, COME ANCHE DAI NORDICI, COME DISPOTICA ED INADATTA A SVOLGERE AL POSITIVO LE TENSIONI DELLA MODERNITA’ IL FEDERALISMO, QUINDI, COSTITUISCE UNA RISPOSTA TEORICA GIUSTA AI PROBLEMI DI UN CONTESTO SOCIETARIO OVE, CERTAMENTE, C’E’ NECESSITA’ DÌ AUTONOMIA. MA SE UNA PRIMA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA HA RIGUARDATO I POTERI DELLE REGIONI, OGGI PIU’ CHE MAI UN PENSIERO FEDERALISTA RIGUARDA NON SOLO I POTERI DEGLI ORGANI DECENTRATI DELLO STATO MA ASPETTI FONDAMENTALI DELLO STATO STESSO QUALI SOCIETA’, ECONOMIA, STORIA DEI SINGOLI CITTADINI. SE IL FEDERALISMO E’ L’ORGANIZZAZIONE DÌ UNA PLURALITA’ DÌ GOVERNI INDIPENDENTI, E COORDINATI TRA DÌ LORO, SUPERANDO OSTACOLI DÌ NATURA DOGANALE, FISCALE E MONETARIA NON DIMENTICHIAMO CHE CON L’AUTONOMIA IRROMPE NELLA SOCIETA’ LA NECESSITA’, ED IL PROBLEMA, DÌ SPEZZARE LE CATENE DELL’ACCENTRAMENTO DECISIONALE STATALE. UN TEMPO LA RIVOLTA FISCALE ERO LO STRUMENTO DÌ PRESSIONE PER DISGREGARE IL REGIME CENTRALISTA TRAMITE UNA RIVOLUZIONE ECONOMICA, MA NESSUNA POLITICA DISTRIBUTIVA E’ POSSIBILE SENZA UNA POLITICA PRODUTTIVA E, PERTANTO, FINO A CHE AL SUD ITALIA MANCHERANNO INVESTIMENTI STRUTTURALI “PROFICUI” AVRA’ POCO SENSO PARLARE DÌ RIVOLTA FEDERALISTA MERIDIONALISTA. ERA IL 1982 QUANDO UN GIOVANE UMBERTO BOSSI, NEL PERIODICO “LOMBARDIA AUTONOMISTA” COMINCIAVA AD IPOTIZZARE UNA IDEA SECESSIONISTA CHE SI SAREBBE CONCRETIZZATA NELLA CREAZIONE DELLA COSIDDETTA “REPUBBLICA DEL NORD”, UNA MACROREGIONE INDIPENDENTE ECONOMICAMENTE E FISCALMENTE DALLO STATO CENTRALE. ERA IL 2005 QUANDO IN SICILIA SI COMINCIO’ A PARLARE DÌ UN “MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE” ISPIRATO ALL’AUTONOMISMO ED AL MERIDIONALISMO, CON UN ORIENTAMENTO MARCATAMENTE MODERATO E RIFORMISTA. MA AL NORD NON SERVIVANO I FONDI NAZIONALI DÌ FINANZIAMENTO PER LE IMPRESE, ANZI ADDIRITTURA ERANO I LORO CHE VENIVANO INVIATI IN MERIDIONE. ABBIAMO GIA’ VISTO MOVIMENTI CHE VOLEVANO ABBATTERE IL SISTEMA E CHE CRITICAVANO IL VECCHIO PER RIMPIAZZARLO. PECCATO CHE IL SOGNO E’ DURATO SEMPRE POCO, APPENA IL TEMPO DÌ UNA LEGISLATURA. ED INTANTO, I FONDI DEL NORD CI SERVONO ANCORA, OGGI PIU’ CHE MAI, NON PER IMMAGINARE UN “DOMANI DIVERSO” MA, SEMPLICEMENTE, PER SPERARE CHE CI POSSA “ESSERE” UN DOMANI PER IL MERIDIONE. ED IN QUESTO DOBBIAMO RINGRAZIARE IL CORONAVIRUS CHE CI HA FATTO RICORDARE LE PROSPETTIVE DÌ UNA “REPUBBLICA DEL SUD”.

DOTT. DAVIDE DE FILIPPI

IL CONCETTO FILOSOFICO DÌ MISTICA SI TRADUCE SEMPRE IN UNA CONTEMPLAZIONE DELLA DIMENSIONE DEL SACRO O DELLA DIVINITA’ IMPLICANDONE UNA SUA ESPERIENZA DIRETTA CHE PUO’ INTERESSARE I SENSI DEL CORPO O LA SUA PARTE IMMATERIALE IN FORNA COSCIENTE O INCOSCIENTE.  QUALUNQUE MOVIMENTO POLITICO TRADIZIONALMENTE HA SEMPRE BASATO LA PROPRIA ESEGESI SU DUE ASPETTI FONDAMENTALI QUALI IL RITUALISMO E L’OPPOSIZIONE AL NEMICO. LA POLITICA DEL ‘900 E’ FATTA DÌ MITI E RITI MA SOPRATTUTTO E’ FATTA DÌ MOMENTI DÌ ROTTURA FRA LE ISTITUZIONI CENTRALI E LE REGIONI PERIFERICHE, SPECIE SE ECONOMICAMENTE FORTI, COME E’ FATTA ANCHE DÌ RELIGIONI INTESE NON IN SENSO CATTOLICO MA IN SENSO OPPOSTO, COME MITOLOGIE O CULTI PAGANEGGIANTI CHE TRASCENDONO LA SEMPLICE SFERA POLITICA. EMILIO GENTILE NEL SUO SAGGIO “LE RELIGIONI DELLA POLITICA” DICE CHE DIETRO AL PRAGMATISMO DELLA POLITICA CONTEMPORANEA VIGE LA PRESENZA DÌ UN DISCORSO RELIGIOSO ATTRAVERSO LA FIGURA DÌ UN CAPO CHE DIVENTA ALLA STREGUA DÌ UN SACERDOTE ASSUMENDO VALORE SACRALE. IL DESIDERIO DI MISTIFICARE E TEOCRATIZZARE IL POTERE È UN FORTE INCENTIVO A TENTARE DI MODIFICARE IL SISTEMA POLITICO IN QUANTO LA DISTRIBUZIONE DEL POTERE, TRA GRUPPI E STATI, È UN FATTORE IMPORTANTE CHE DETERMINA LA STRUTTURA DELLE ATTIVITÀ RELIGIOSE E QUALI ATTORI TRARRANNO MAGGIOR VANTAGGIO DALLA DIVISIONE INTERNA DEL POTERE. LA STESSA DISTRIBUZIONE DEL POTERE POGGIA DA SEMPRE, IN DEFINITIVA, SU UNA BASE RELIGIOSA E NEL MOMENTO IN CUI LE FONTI E LE BASI DEL POTERE SI MODIFICANO SI VERIFICA NECESSARIAMENTE UNA CORRISPONDENTE REDISTRIBUZIONE DEL POTERE TRA I GRUPPI. LA LOTTA PER IL POTERE E IL DESIDERIO DI TEOCRATIZZARLO SONO INESTRICABILMENTE CONNESSI PROPRIO IN QUEI CONTESTI IN CUI VI È SCARSITÀ DI CREDENZE ED IL PROBLEMA FONDAMENTALE DELLA POLITICA INTERNA CONSISTE NEL DIVINIZZARE UN LEADER E CREARE UNA UNICA FEDE POLITICA CHE SIA COLLANTE TRA LE MASSE ED IL CENTRO DI POTERE. OVE LA MODERNITA’ POLITICA E’ UN MISTO TRA FENOMENI RELIGIOSI E FENOMENI POLITICI QUESTI CONDIVIDONO L’IDEA BASE CHE IL CAMBIAMENTO SOCIO-POLITICO POSSA ESSERE SPIEGATO UNICAMENTE IN TERMINI DI FATTORI RELIGIOSI ENDOGENI, VALE A DIRE CONSIDERANDO CHE LE VARIABILI RILEVANTI AI FINI DELLE SPIEGAZIONI DEI CAMBIAMENTI SIANO PRIMARIAMENTE QUELLE RELIGIOSE FACENTI PARTE DEL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA POLITICO STESSO. IN TAL PREMESSA SI INCARDINA LA RIFLESSIONE SU UN MOMENTO DELLA STORIA DEL ‘900 CHE HA VISTO L’AFFERMAZIONE, IN UN PERIODO DÌ IMPORTANTI CAMBIAMENTI SUL PIANO ECONOMICO E POLITICO, DI UN MOVIMENTO POLITICO FIGLIO DEL RALLENTAMENTO DELL’ECONOMIA, DELL’INFLAZIONE E DELLA DISOCCUPAZIONE E TRAENTE COACERVO DÌ ENERGIE IN UNA SIGNIFICATIVA CRISI DELLO STATO SOCIALE. IL MOVIMENTO SI AFFERMA QUANDO I PARTITI VENGONO COLTI IMPREPARATI ALLE TRASFORMAZIONI ECONOMICHE GLOBALI CHE SI STANNO SUSSEGUENDO ARENATI SU POSIZIONI INADATTE A TROVARE LE POSSIBILI SOLUZIONI PER FAR FRONTE A NUOVI SCONVOLGIMENTI POLITICI. LA FRATTURA IN QUESTO CASO SI HA FRA CENTRO E PERIFERIA DEL PAESE, FRA NORD E SUD, FRA PUBBLICO E PRIVATO, FRA ATTORI POLITICI E SOCIETA’ CIVILE. ED ALLORA QUEL MOVIMENTO SI PRESENTA COME UN COLLETTORE DEI MUTAMENTI E DELLE TENSIONI CHE HANNO ATTRAVERSATO LA SOCIETA’, UN MOVIMENTO FATTO DÌ DRUIDI E DÌ SIMBOLI CHE POCO HANNO A CHE FARE CON LA TRADIZIONE CRISTIANA, SEBBENE PRESENTATO COME CULTORE DELLA STESSA, UN MOVIMENTO NELLE CUI PROCESSIONI RITUALI SFILAVANO DIVINITA’ E PERSONAGGI TRAVESTITI DA GUERRIERI CROCIATI. ANALIZZANDO I PARALLELISMI TRA DUE DOTTRINE POLITICHE CHE SEBBENE CRESCIUTE E SVILUPPATE IN MOMENTO STORICI DIFFERENTI TENDONO, COMUNQUE, AD AVERE ASPETTI DÌ ASSONANZA, SI ARRIVA AL PUNTO CHE LA SECONDA SI REPUTA POSSA AVERE PRESO SPUNTI ORGANIZZATIVI PROPRIO DALLA PRIMA. IL FENOMENO POLITICO DELLA LEGA NORD E’ STATO UN FENOMENO MOVIMENTALE CHE, COME LA DOTTRINA NAZIONALSOCIALISTA, SI PREFIGGEVA ESSERE CUSTODE DELL’ANTICA PUREZZA VALORIALE CONTRO L’ELEMENTO ESTERNO INQUINANTE (L’EBREO CORRUTTORE – ROMA LADRONA) LA LIBERTA’, ED IMPONENTE LA SCHIAVITU’, CHE ANDAVA SMASCHERATO E CACCIATO SENZA PIETA’. PRIMARIAMENTE SOFFERMANDO IL PUNTO DI ANALISI SUL MITO DELLA “GRANDE GERMANIA” LO STESSO NEI SUOI IDIOMI NON PARE ESSERE TANTO LONTANO DALLA DOTTRINA DELL’ “AUTONOMISMO VENETO” (ADATTATO POI A QUELLO LOMBARDO) COME ANCHE L’ASSIOMA POPULISTA DELL’ABBATTERE IL VECCHIO CORROTTO PER CREARE UN NUOVO VIRTUOSO NON LO E’ TANTO DA UN FEDERALISMO ASSAI ASSONANTE COL MITO DEL CENTRALISMO GERMANICO. IL FEDERALISMO LEGHISTA HA SEMPRE ANTEPOSTO L’INTERESSE DEGLI INTERESSI DEL NORD RISULTANDO ESSERE NON L’ESPRESSIONE DEL SENTIMENTO QUALUNQUISTA MA IL FIGLIO MINORE DEL SENTIMENTO NAZIONALISTA GERMANICO. MISURATORE ATTENTO DELLA TEMPERATURA DELLE MASSE E DEL MALESSERE CHE TENDEVA AD ACCENTUARSI IN UN DETERMINTATO PERIODO STORICO, UMBERTO BOSSI NEL TESTO DEI SUOI DISCORSI TENUTI DAL 1979 AL 1993 PRESENTA UN “VENTO DAL NORD” CHE HA ALLA BASE UN CONCETTO DÌ “LOMBARDO” MOLTO SIMILE A QUELLO DÌ “GERMANICO” IN UNA CORNICE DI ALTERNATIVA FEDERALISTA ALLO STATO CENTRALE CHE POCO SI DISCOSTA DA QUELLA NAZIONALSOCIALISTA IN ANTITESI ALLA MORENTE REPUBBLICA DÌ WEIMER. AUTONOMIA LOMBARDA ED UNITA’ FEDERALE D’EUROPA SONO MOLTO SIMILI A CONCETTI QUALI SPAZIO VITALE ED UNITA’ FEDERALE D’EUROPA CON UNA FORMA ISTITUZIONALE CHE SI DEVE NECESSARIAMENTE ADEGUARE ALLE ESIGENZE DELLA SOCIETA’ CIVILE ED UNA DOTTRINA DI PENSIERO CHE E’ STATA LA RISPOSTA SBAGLIATA AI PROBLEMI GIUSTI. SOCIETA’, ECONOMIA, STORIA E CITTADINI SONO LE VARIABILI DÌ AFFERMAZIONE DÌ QUALUNQUE MOVIMENTO MA MENTRE QUELLO NAZISTA BASAVA TUTTO SUL MODELLO CENTRALISTA QUELLO LEGHISTA BASAVA TUTTO SUL PROGETTO FEDERALE ANCHE SE ENTRAMBI PRESENTATI CON TEMATICHE E CARATTERISTICHE IDENTIFICATIVE IDENTICHE. USARE UNO STRUMENTO DÌ PRESSIONE QUALE LA RIVOLTA FISCALE E’ COME USARE UN “PUTSCH”, ENTRAMBI FUORI DALLA LEGGE ED ENTRAMBI MOMENTI DÌ ROTTURA DI UN REGIME OVE IL LIBERISMO FEDERALISTA LEGHISTA AVREBBE CREATO QUELLA RIVOLUZIONE ECONOMICA AL PARI DI COME IL LIBERALISMO CENTRALISTA NAZISTA AVREBBE CREATO LA RIVOLUZIONE POLITICA. L’ALTERNATIVA ROMANTICA DECANTATA DELLA SECESSIONE E’ STATA LO SPECCHIO ADOMBRATO, MA IRREALIZZABILE, DELLA IDEA CHE NESSUNA POLITICA DISTRIBUTIVA E’ POSSIBILE SENZA UNA POLITICA PRODUTTIVA COME IL RITIRO DELLA PROPRIA DELEGAZIONE PARLAMENTARE E’ STATO LO SPECCHIO DELLA IDEA CHE NESSUNA POLITICA STATALE E’ POSSIBILE SENZA UNA POLITICA FEDERALE REGIONALE. NEONAZISTI E NEOLEGISTI SONO LE DUE FACCE DÌ UNA STESSA MEDAGLIA. L’EBREO CORRUTTORE NON E’ UN CONCETTO METAFISICAMENTE TANTO DISSIMILE DA QUELLO DI ROMA LADRONA COME IL SANGUE DELLE VITTIME DEL PUTSCH DÌ NORMIBERGA NON E’ TANTO DISSIMILE SIMBOLOGICAMENTE DALLE AMPOLLE CON L’ACQUA DEL DIO PO. ENTRAMBI SONO MOMENTI DI UNA SIMBOLOGIA DEL MITO E SACRALITA’ DEI RITI CHE SUGGELLANO IL VALORE SACRALE DEL CAPO. E SE L’ANOMALIA NAZISTA E’ STATA LA SUA DIFFUSIONE TRA PERSONE NON ARIANE L’ANOMALIA LEGHISTA, AL PARI, STA NELLA PARTICOLARITA’ CHE IL MOVIMENTO SI SIA DIFFUSO ANCHE PRESSO QUELLE TERRE ABITATE DA QUEI “NEMICI ESTERNI CORRUTTORI” CHE OGGI SONO FEDELI FUNZIONARI CHE NON CORROMPONO LA DOTTRINA MA ANZI LA DIVULGANO. CERTO MI CHIEDO COME SI POSSA PARLARE DÌ ROMA LADRONA QUANDO I TUOI STESSI COMPAGNI DÌ PARTITO PARLANO DÌ ITALIA A DUE VELOCITA’ CON LA LOMBARDIA CHE RICEVE DALLA CAPITALE MENO DÌ DUE TERZI DÌ QUANTO RICEVE IL MERIDIONE. SAREBBE UNA SORTA DI RAPINA LEGALE IN PIENA REGOLA TRA COMPAGNI DÌ PARTITO CHE CONVIVONO CON UNA PROTESTA FISCALE CHE COLPISCE GLI STESSI ADEPTI SOTTRAENDOGLI RISORSE. SE E’ VERO CHE IN ITALIA SIAMO TUTTI EX ANCHE LA LEGA MERIDIONALE NON FA ECCEZIONE E SE E’ VERO CHE RITI E SIMBOLI CAMBIANO OGGI LE SIMBOLOGIE DEI NEONAZISTI SI SONO MODIFICATE PROPRIO COME QUELLE DEI NEOLEGHISTI CHE RIMANGONO, COMUNQUE, UN MITO ED UN RITO DELLA POLITICA NEL ‘900. IL SAGGIO SULLE ORIGINI DEL TOTALITARISMO DÌ HANNAH ARENDT CREDO ABBIA FATTO SCUOLA IN TAL SENSO VICEVERSA, PURTROPPO, DALL’ASSIOMA CHE UN POPOLO CHE NON CONOSCE IL PROPRIO PASSATO NON CAPIRA’ MAI NULLA DEL PROPRIO PRESENTE, SPECIE SE QUEL PRESENTE E’ COPIATO DA UN PASSATO DISCUTIBILE DATATO. IL RESTO E’ MITO E SCENA DELLA POLITICA DI MASSA CONTEMPORANEA E PROPRIO PER QUESTO QUANDO “AVANZAVANO BAIONETTA IN CANNA” ERANO UGUALI A QUANDO “AVANZAVANO A BRACCIA INTRECCIATE”.

RIFLESSIONI E COMMENTI DI UN ATTIVISTA AL “NO PER LA DEMOCRAZIA” DEL PROF. MAURIZIO BALLISTRERI

DOTT. DAVIDE DE FILIPPI

LA CONSULTAZIONE ELETTORALE DEL 20 E 21 SETTEMBRE 2020 NEL CASO DELLA VITTORIA DEL “SI” PORTEREBBE IL NUMERO DEI DEPUTATI DA 630 A 400, CON UN DEPUTATO ELETTO OGNI 151.210 ABITANTI, MENTRE IL NUMERO DEI SENATORI VERREBBE ABBASSATO DA 315 A 200, CON UN SENATORE ELETTO OGNI 302.420 ABITANTI. I PARLAMENTARI SICILIANI CHE ATTUALMENTE SONO 77 PASSEREBBERO A 48 CON UN SEGGIO OGNI 160 MILA ABITANTI CIRCA. CALTANISSETTA, ENNA E RAGUSA, DI CONSEGUENZA, RESTEREBBERO SENZA RAPPRESENTANTI IN PARLAMENTO DANDO ALLA SICILIA IL PRIMATO DI REGIONE ITALIANA MENO RAPPRESENTATA. CIO’ COMPORTEREBBE, CERTAMENTE, UNA DRASTICA RIDUZIONE ANCHE DELLA SOVRANITA’ POPOLARE A BENEFICIO DI ESPONENTI POLITICI DIPENDENTI DAL PROPRIO LEADER DI PARTITO. SE E’ CERTAMENTE INEQUIVOCABILE CHE CIO’ CATALIZZEREBBE L’ASCESA DELLE NUOVE FORZE POLITICHE “POPULISTE”, ESPRESSIONE E SPECCHIO DEI CAMBIAMENTI ECONOMICI, POLITICI E SOCIALI DEL NOSTRO TEMPO, IL TUTTO INEVITABILMENTE, E DI CONTRAPPASSO, FAREBBE PRESAGIRE UN TRAMONTO DELLA DEMOCRAZIA CON UNA DIFFUSA PERCEZIONE DI SVUOTAMENTE DEI SUOI CONTENUTI. IL “LEADERISMO” ED IL “POPULISMO” DELLA NUOVA “POSTDEMOCRAZIA”, SUCCESSIVA ALLA VITTORIA DEL “SI”, SONO CERTAMENTE GLI SPAURACCHI PRINCIPALI DEL SISTEMA POLITICO FUTURO. MI PERMETTO, TUTTAVIA, DI SOLLEVARE UN ALTRO SPUNTO DI RIFLESSIONE AL RIGUARDO PARIMENTE IMPORTANTE. ASSODATO E PALESE CHE SE VINCERA’ IL SI ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE IL PROBLEMA NON SARA’ LA DIMINUZIONE DELLA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE (NEGLI STATI UNITI, QUARTO PAESE AL MONDO PER ESTENSIONE GEOGRAFICA, CON PIÙ DI 300 MILIONI DI ABITANTI, VIGE UN PARLAMENTO COMPOSTO DA SOLI 535 MEMBRI, PER CUI OGNI PARLAMENTARE RAPPRESENTA PIÙ DI 600.000 ELETTORI) MA, INVECE, LA DIMINUZIONE DELLA RAPPRESENTATIVITA’ ELETTORALE DELLA NOSTRA ISOLA, UN ALTRO ASPETTO DA NON SOTTACERE, MA ANZI DA TENERE IN DEBITO CONTO, QUANDO SI SBANDIERA LA VARIABILE DELLA “DIMINUZIONE DELLA DEMOCRAZIA” IN UN SISTEMA POLITICO E’, INVECE, QUELLO DEI “PARADOSSI DELLA DEMOCRAZIA CONTEMPORANEA”. IL MOVIMENTO 5 STELLE OGGI E’ FORTE DI 200 UNITÀ ALLA CAMERA E 95 AL SENATO E, SEBBENE LE ULTIME TORNATE ELETTORALI ABBIANO MANIFESTATO UN CALO DEI LORO CONSENSI, CON I NUMERI SOPRA INDICATI, RAPPRESENTA LA MAGGIORANZA RELATIVA. IL NOSTRO SISTEMA PARLAMENTARE IN CASI DEL GENERE NON PREVEDE RIMEDI SE NON IL RICORSO A ELEZIONI ANTICIPATE DATO CHE I GOVERNI SI FORMANO IN PARLAMENTO. IN QUESTA TORNATA SI È GIÀ PASSATI DA DUE GOVERNI, SOSTENUTI DA MAGGIORANZEDIVERSE, SEPPUR A GUIDA DEL MEDESIMO PREMIER. COME MOLTI COSTITUZIONALISTI SOSTENGONO SAREBBEPIÙ CORRETTO, ED INTERPRETE DEL SENTIMENTO POPOLARE, IL RICORSO AD ELEZIONI ANTICIPATE. NELLE MORE SIAMO, QUINDI, TORNATI AL BIPOLARISMO E CHI VINCERÀ LE ELEZIONI GARANTIRÀ AL PAESE UNA MAGGIORANZA STABILE PER L’INTERA LEGISLATURA. SAREBBE OPPORTUNO, AL RIGUARDO, PERO’, RICORDARE CHE IL MODELLO WEBERIANO DÌ DEFINIZIONE DÌ POTERE POLITICO PONE L’ACCENTO SULLA LEGITTIMAZIONE DEL POTERE, DIFFERENZIANDO IL “POTERE LEGITTIMATO” DAL “POTERE IMPOSTO”. IL POTERE POLITICO È UN POTERE SOCIALE, UNA CAPACITÀ DI INFLUENZARE IL COMPORTAMENTO ALTRUI IN MODO LEGITTIMO, E LA STESSA SOCIETÀ VIVE PERCHÉ C’È UN POTERE, CHE SI OCCUPA DEL GOVERNO DEL TERRITORIO E DI COLORO CHE VI ABITANO. IL VERO PROBLEMA E’ CHE OGGI LO SCENARIO ITALIANO, CON PARTITI POLITICI TRASFORMATISI IN ALCUNI CASI IN “PARTITI PERSONALI ELETTORALI” ED IN ALTRI IN “PARTITI ACCHIAPPATUTTI”, PRESENTA UN MODELLO BEN DIVERSO DALLA TEORIZZAZIONE DEL VECCHIO “PARTITO DI MASSA”. OGGI LA POLITICA È, QUINDI, LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA ED IL POTERE VA CONCEPITO NON COME “SOSTANZA” MA COME “RELAZIONE”. È NECESSARIO, INFATTI, AVERE BEN PRESENTE LA DISTINZIONE TRA POTERE REALE E POTERE APPARENTE. IN UNO SCENARIO COSI’ DELINEATO LA CONQUISTA, IL MANTENIMENTO, LA GESTIONE DEL POTERE NON CORRISPONDONO PIU’ ALLA CAPACITÀ DI COORDINAZIONE DEI GRUPPI POLITICI MA, SOLTANTO, ALLE VIE DÌ TACITA SOPRAVVIVENZA, DATE A QUESTI GRUPPI, DA UNA LEGGE ELETTORALE CHE PERMETTE, E TOLLERA, UNO SCOLLAMENTO TRA ESERCIZIO DEL POTERE E LEGITTIMAZIONE DELLO STESSO. IN DEFINITIVA, IL TRATTO ESSENZIALE DELLA STRUTTURA DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONSISTE PARADOSSALMENTE NELL’ORGANIZZAZIONE DEI RAPPORTI CHE INTERCORRONO TRA GOVERNANTI E GOVERNATI, TRA MINORANZA ORGANIZZATA E MAGGIORANZA DISORGANIZZATA. LA “DEMOCRAZIA DIRETTA” COME ANCHE LA “DEMOCRAZIA DEL PUBBLICO”, COME DETTO, NON PREVEDONO RIMEDI ALLE LORO STORTURE SE NON IL RICORSO A ELEZIONI ANTICIPATE MA SOLO QUANDO VE NE SIANO LE CONDIZIONI COSTITUZIONALI. IL PARADOSSO DELL’ATTUALE SCENARIO DEMOCRATICO, QUINDI, RISULTA RAPPRESENTATO DAL FATTO CHE E’ COSTITUZIONALMENTE GIUSTO CHE IL POTERE POLITICO VENGA ESERCITATO DA UN PARTITO, CHE ATTUALMENTE, SI COLLOCA A LIVELLI BASSI DI BAROMETRO DÌ GRADIMENTO POPOLARE, PURCHE’ L’APPARATO DÌ GOVERNO LO TOLLERI. UN POTERE LEGITTIMO PER IL GOVERNO MA NON PER GLI ELETTORI E’, COMUNQUE, LA BASE DÌ UN ORDINAMENTO GIURIDICO LEGALITARIO ANCHE SE, NON PRESAGISCE IL CONSENSO DEL POPOLO MA SEMPLICEMENTE LA ACQUIESCENZA DELLE ISTITUZIONI. OGGI IL CONCETTO DÌ “POTERE TOLLERATO” E’ UN OSSIMORO TERMINOLOGICO POSSIBILE E LA SUA CONSIDERAZIONE E’ NECESSARIAMENTE PRELIMINARE ALLA VALUTAZIONE DEL TUTTO. PIU’ CHE DECLAMARE SLOGAN POPULISTI SAREBBE OPPORTUNO, PERTANTO, PORRE PRIMA DI TUTTO E SOPRATTUTTO UNA RIFLESSIONE SUL “PARADOSSO DELLA DEMOCRAZIA” CHE OGGI STIAMO VIVENDO.

RILEGGERE LA TERZA REPUBBLICA

Pubblicato: 1 settembre 2020 in POLITICA

DOTT. DAVIDE DE FILIPPI

AVEVO APPENA SEI ANNI QUANDO IN UN POMERIGGIO AFOSO, COME SEMPRE CAPITA IN SICILIA OCCIDENTALE DA FINE APRILE IN POI, SCORREVANO DELLE IMMAGINI IN TELEVISIONE, CHE PER CASO SI TROVAVA SINTONIZZATO SUI CANALI RAI, E COLPÌ LA MIA ATTENZIONE IL VEDERE LO SGUARDO DI QUELL’ UOMO ELEGANTEMENTE VESTITO CHE DAL SUO LUSSUOSO STUDIO PARLAVA GUARDANDO FISSA LA TELECAMERA E CHE ATTRAVERSO LO SCHERMO ENTRAVA DIRETTAMENTE NELLA MIA DI CASA COME IN QUELLA DI MILIONI DI ALTRI ITALIANI; QUELL’ UOMO SI CHIAMAVA FRANCESCO COSSIGA E STAVA ANNUNCIANDO NEL 1992 LA SUA VOLONTÀ DI NON PORTARE A TERMINE IL SUO MANDATO PRESIDENZIALE MA INSIEME CON IL SUO INCARICO NON FINIVA SOLO UNA PARENTESI DI VITA DI UN COLLAUDATO UOMO POLITICO ITALIANO MA FINIVA ANCHE UN INTERO SISTEMA POLITICO CHE AVEVA ACCOMPAGNATO LA STORIA DELL’ITALIA REPUBBLICANA DAL 1946 IN POI. UN PRESIDENTE CHE ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI, SEBBENE EVENTO NON UNICO NELLA STORIA REPUBBLICANA, (BASTI PENSARE A QUANTO FATTO ADDIRITTURA TEMPO PRIMA DA GIOVANNI LEONE), LO È NELLA MIA STORIA PERSONALE PERCHÉ QUEL PRESIDENTE, CHE MI FACEVA SORRIDERE PERCHÉ AVEVA IL NOMIGNOLO DI “PICCONATORE”, AVEVA UN COLORE POLITICO PARTICOLARE, CHE ERA QUELLO DI UN PARTITO CHE INDUBBIAMENTE HA FATTO LA STORIA DELLA PRIMA REPUBBLICA E CHE HA CESSATO LA SUA ESISTENZA IL 29 GENNAIO 1994 QUANDO DURANTE L’ULTIMO CONGRESSO DI PARTITO SI DECISE DI SCIOGLIERE LO “SCUDO CROCIATO” E DI FARLO CONFLUIRE IN QUELLO CHE POI SI CHIAMÒ “PARTITO POLARE ITALIANO”. UN NOTO STUDIO DI DIRITTO PENALE, CHE SICURAMENTE TUTTI COLORO I QUALI ABBIANO FORMAZIONE GIURIDICA CONOSCERANNO, PROPUGNAVA A RIGUARDO DEL CONCETTO DI “PATRIMONIO” UNA CONCEZIONE DI ESSO COSÌ DETTA “PERSONALISTICA” INTENDENDOLO COME “L’INSIEME DELLE VARIABILI ATTRAVERSO LE QUALI AVVIENE IL PIENO E COMPLETO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA”; EBBENE IO CREDO CHE PER TANTI LA DEMOCRAZIA CRISTIANA COSÌ COME ANCHE IL PCI SIA STATA, E SIA ANCORA, PROPRIO UNA DI QUELLE VARIABILI. CERTO SPESSO MI CAPITA DI SENTIRE DIRE CHE PARLARE DI “SCUDO CROCIATO” OGGI SIA UNA COSA ANACRONISTICA E PERSONALMENTE PENSO E CREDO PER CERTI VERSI CHE CIÒ SIA ,IN PARTE, VERO GIACCHÉ LO SCUDO CROCIATO, E LA SUA EFFIGE LETTERARIA “LIBERTAS”, SI È POTUTA BENISSIMO CLASSIFICARE, PER TANTI, COME UNA DI QUELLE CONDIZIONI CHE HANNO COSTITUITO IL LORO PATRIMONIO PERSONALE E SOPRATTUTTO SIA STATA UNA CONDIZIONE INTRAMONTABILE PERCHÉ LO SCUDO CROCIATO NON ERA SEMPLICEMENTE UN SIMBOLO MA ERA UN MODO DI VIVERE E DI PENSARE, UN MODO DI RAPPORTARSI ALLA SOCIETÀ ED ALLA STESSA REPUBBLICA E SE MI SI CHIEDESSE COSA, A DISTANZA DI ANNI, È RIMASTO DI QUEL MODO DI PENSARE E VIVERE DIREI CHE ADESSO SI RITROVA ANCORA IN ALCUNI, ANCHE SE IN FORME DIVERSE, MA AVREBBE BISOGNO DI UN NUOVO CATALIZZATORE DI AGGREGAZIONE. CERTO I TEMPI SONO CAMBIATI E CIÒ CHE SERVE A MIO DIRE PIÙ CHE UN PARTITO ADESSO È UNA PIATTAFORMA DI DISCUSSIONE APERTA DI CUI TUTTI POSSANO LIBERAMENTE FARE PARTE E CHE AFFRONTI I TEMI DELLA DIFESA DEL PLURALISMO CONFESSIONALE, LA SPINOSA QUESTIONE DEL TESTAMENTO BIOLOGICO E DELLA FINE VITA SENZA DIMENTICARE GLI STRATI INTERI DI POPOLAZIONE DI POVERI, DI PORTATORI DI HANDICAP, DI BISOGNOSI SEMPRE PIÙ SPESSO ABBANDONATI DA MANOVRE FINANZIARIE LINEARI E NON CREATE E STUDIATE A MISURA DI UOMO COME ESSERE UMANO E NON COME NUMERO DA SOTTOPORRE AD UN TAGLIO MATEMATICO. BISOGNEREBBE SUPERARE (ANCHE SE CREDO GIÀ LO SI SIA FATTO) L’ATTUALE BIPOLARISMO, DESTRA – SINISTRA, PER GIUNGERE AD UN SISTEMA CHE DELLA REGOLA BIPOLARE RISPETTI LA RAGIONE MA SI ARTICOLI SU FORZE DI INDOLE E NATURA POLITICA ED IDEALE. OGGI PURTROPPO IL PERSONALISMO CHE AFFLIGGE I PARTITI POLITICI FA SI CHE, A DIFFERENZA DI QUANTO AVVENIVA NELLA PRIMA REPUBBLICA, SI ABBIA UNA CONCEZIONE PATRIMONIALE DEL PARTITO POLITICO ALLONTANANDOLO DALLA SUA VERA ESSENZA DI STRUMENTO DI ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA DA PARTE DEI CITTADINI COME IN ESEGESI CONCEPITO; OGGI ESISTE GRILLO, BERLUSCONI, VENDOLA, E PURTROPPO CREDO ESISTA NUOVAMENTE ANCHE UN VECCHIO FENOMENO, ORMAI NON PIÙ SOPITO, NOTO COME “QUALUNQUISMO”, CHE FORSE È VERAMENTE IL VERO NEMICO DELLA DEMOCRAZIA; IL GERME CHE UCCIDE TUTTO QUEL POCO CHE È RIMASTO DELLA DC O DEL PCI CHE IN SINTESI CONSISTEREBBERO NELL’ ENTUSIASMO E NELLA PASSIONE PER LA POLITICA, QUALITÀ, O DOTI CHE DIR SI VOGLIA, CONDANNATE PURTROPPO AL TRAMONTO ORMAI…MA QUESTA È LA TERZA REPUBBLICA E LA CADUTA DEGLI IDOLI DI NIETZSCHIANA MEMORIA ORMAI È AVVENUTA DA TEMPO.

LE GIORNATE DI LONDRA 2

Pubblicato: 27 agosto 2007 in Viaggi

Giornate di Londra

(Diario di vita in una città in guerra contro il terrorismo internazionale)

 

Impressioni finali

 

Durante la mia breve permanenza a Londra vari sono stati i momenti nei quali al mio attento occhio è spiccato maggiormente quanto in questa grande città sia difficile combattere il fenomeno del terrorismo internazionale, proprio a causa della conformazione del suo tessuto sociale, e soprattutto quanto difficile sia non trasformare una lotta contro “l’ingiusto” in una vera e propria “caccia alle streghe”. Tutti mi avevano hanno parlato bene della ruota panoramica ed io decisi di constatare di persona la veridicità di queste affermazioni. Giungo vicino Westminster Abbey e da lì dista poco quella che qui chiamano “The London Eye”. La zona è “molto calda”, molta gente ed i controlli sono serrati: metal detector, agenti armati, controllo di documenti. La paura è tanta, la psicosi è forte ed io ne parlo con un uomo del posto e rimango allibito a sentire dalla sua bocca pronunciare una frase dai contenuti conturbanti,  emessa, però, con la pacatezza tipica inglese: “In Inghilterra dopo l’11 Settembre non è cambiato nulla; prima c’erano i terroristi dell’Ira adesso ci sono quelli di Al Queida; viviamo come abbiamo sempre fatto e lo spirito britannico rimarrà sempre vivo e forte”. Già lo spirito britannico forte, indomito ed impiegabile di fronte a tutto, sia che si parli delle bombe del Terzo Reich sia che si parli di quelle di Al Queida. Il penultimo giorno decisi di visitare il quartiere arabo che si trova a Whitechapel ,lo stesso quartiere di Jack lo squartatore per intenderci. All’arrivo alla stazione da subito l’atmosfera è diversa da quella riscontrata gli altri giorni: c’è un enorme mercato di  strada subito fuori la stazione ferroviaria con bancarelle piene di frutta,verdura, abiti e souvenir; gli ambulanti gridano e lodano la loro merce sembra quasi di essere a Palermo al mercato della Vucciria ed invece siamo a Londra. Mi spicca all’occhio da subito la forte presenza di donne che indossano il burka, spesso anche in età adolescente. E’ strano vedere così da vicino queste donne così agghindate, di loro si intravedono solo gli occhi sempre pesantemente truccati con una matita nera; i loro burka sono neri, fluenti e lunghi fino a cingerle completamente ed i loro visi sono di una bellezza e di una sensualità indescrivibile. Giro per le strade, ovunque le scritte sono in Arabo; entro in un internet point ed anche qui la tastiera del computer presenta le lettere in arabo. Ovunque nelle panchine uomini e ragazzi leggono il corano o parlano fra loro in Arabo sembra di essere Al Cairo eppure siamo a Londra. Questo è il regno di Allah penso, forse tra questa gente si nascondono le cosiddette “cellule dormienti”. Forse o forse sono solo brava gente che lavora e vive tutta raggruppata in un posto. D’altra parte anche South Kensington è il regno degli italiani, ma lì non ci sono terroristi ci sono solo “mangia spaghetti”. A cagione di quanto scritto, di quanto detto le mie impressioni adesso che sono tornato in Italia sono che Londra e tutto il mondo oggi siano in guerra contro la deformazione dell’Islam e non contro l’Islam puro che ho visto per quelle strade, per quelle vie, negli occhi ammalianti di quelle donne e nel sorriso di un uomo arabo di grossa stazza che dopo avere parlucchiato con me un po’ si congedò dicendomi “che la pace sia con te”. Già la pace, quella stessa pace il cui cardine a mio dire era rappresentato da una coppia mista che vidi all’aeroporto al momento della mia partenza, un europeo ed una bellissima donna araba che camminavano tenendosi per mano. La lotta al terrorismo internazionale inizia proprio da quelle mani che si tenevano l’una con l’altra.

Che la pace sia con tutti noi.

 

 

  

LE GIORNATE DI LONDRA 1

Pubblicato: 27 agosto 2007 in Viaggi

 

LE GIORNATE DI LONDRA

(diario di un viaggio in una metropoli europea in continua lotta contro il terrorismo internazionale)

 

Primo giorno (Venerdì 3 Agosto 2007)

 

Alle ore 05.00 mio padre mi sveglia dicendomi che è ora che mi cominci a preparare giacché dovevamo raggiungere la stazione di Palermo per le 07.30, dalla quale poi mediante un autobus sarei giunto fino al nuovo Aeroporto Internazionale di Catania inizio del mio viaggio in terra londinese. Un’ora dopo il mio brusco risveglio eravamo in auto con bagagli al seguito e percorrevamo la strada per Palermo; Mi ricordo poco di quella oretta di macchina giacché ho dormito per tutto il tempo (la sera prima avevo fatto le ore piccole e quindi una crisi di sonno era inevitabile). Alla stazione di Palermo arrivammo intorno alle 07.25; da qui presi l’autobus per l’aeroporto ove arrivai circa due ore e mezzo dopo. In aeroporto presi un carrellino vista la mole dei bagagli che avevo al seguito; Il volo era previsto per le 13.40 quindi avevo da spettare un po’. Effettuato il carico dei bagagli mi diressi al cancello di imbarco ove nell’attesa della chiamata di imbarco mi trovai un posto a sedere (la struttura tra le altre cose è molto confortevole); Accanto a me c’era seduta una ragazza più o meno della mia età, abbastanza distinta nei modi e molto curata nel vestire; univa lo sportivo al serio e a quelle scarpe in tela color panna marcate “Superga” abbinava una bella e capiente borsa della “Louis Vitton”. Portava anche una buona quantità di bracciali ai polsi tutti colorati; mi piaceva abbastanza il suo look. Parlò tutto il tempo al telefono lamentandosi con la madre dei disservizi dell’amministrazione dell’Università degli Studi di Catania, comunque non si alterò mai rimase sempre pacata ed il massimo del suo trash fu una parolina non propriamente amichevole con cui epitetò un docente dell’ateneo a causa del quale il suo prossimo e sperato trasferimento in un imprecisato ateneo milanese poteva essere messo a rischio. Non le rivolsi mai la parola mi limitai ad ascoltare in maniera indifferente le sue vicissitudini fino a quando non udimmo la chiamata per l’imbarco. Io occupavo sull’aeromobile il posto numero 8 A, zona non fumatori. L’orario d’imbarco era le 13 e 40 e l’arrivo allo scalo di “Milano Linate” era previsto per le 15 e 25. Da lì poi avrei preso un altro volo per l’aeroporto di “Londra Heatrow” (28 chilometri a sud di Londra) poco dopo. Il volo non fu male, poche turbolenze per il quieto vivere del mio stomaco, ed una temperatura dentro il veicolo assai piacevole. Mi assopì per un po’ ed al mio risveglio era passata un’ora dal decollo, lessi qualche pagina di una rivista che era ubicata nel porta oggetti del sedile innanzi al mio; parlava di Taormina e delle bellezze della città, degli hotel e di altre caratteristiche turistiche della città. Il comandante annunciò che a minuti saremmo arrivati a terra, comunicò la temperatura al suolo e diede altre informazioni comunque non eccessivamente rilevanti. Giunti a terra non ebbi il problema dei bagagli giacché li avevo fatti inviare direttamente a destinazione, dovevo solo trovare il nuovo cancello di imbarco (che stavolta era il B27). La partenza era prevista per le 16 e 55 e l’arrivo a destinazione appena (con mio grande stupore)un’ora dopo. Le procedure per l’imbarco furono le stesse anche questa volta e molto veloci. Accanto a me c’era seduta una donna di mezza età, i tratti somatici non erano italiani ed infatti mi disse che lei è statunitense e sta facendo scalo a Londra per poi volare a New York e tornare nella sua città di origine. Ormai da trent’anni vive in Italia, ha sposato un italiano che lavora come revisore di conti e mi dice che ,a detta del marito, presto la nostra compagnia di bandiera andrà in rovina anche se io tra me e me dubito della cosa. Ho il posto lato finestrino e posso ammirare la possenza delle Alpi italiane, del lago di Como Maggiore e di tutta la catena alpina che divide la nostra bella penisola dalla Svizzera e dall’Austria. Le città sembrano tanti piccoli plastici. Ormai è passata quasi un’ora e già abbiamo sorvolato la Manica e si cominciano a vedere le scogliere inglesi. Il mare è calmo, senza onde, ma visto da quassù sembra come fatti di plastilina per bambini; è molto suggestivo passare dall’essere sopra le nuvole con il sole che le rende di un arancione chiaro ai colori della Gran Bretagna. Ci addentriamo nella zona interna e si comincia ad intravedere Lontra; le case seguono tutte uno schema architettonico particolare, simmetrico e preciso ,tipico inglese, nulla pare lasciato al caso. Finalmente tocchiamo terra e mi sembra surreale essere in terra inglese anche se non so perché. Ritiro il mio baglio, ho sempre la paura che esso mi venga smarrito ma questa volta sono fortunato tutto è arrivato a destinazione. Mi dirigo in uno dei tanti bureau de change dell’aeroporto dove cambio del denaro; è la prima volta che vedo da così vicino le sterline e le monetine inglesi, non è molto complesso usarle è come con l’euro con centesimi e banconote. La struttura aeroportuale è grandissima, è una città nella città, ci trovi di tutto. Prima di andare a prendere la metropolitana decido di farmi un giro ed è proprio adesso che ho il mio primo incontro ravvicinato con una città che è sempre in lotta con il terrorismo internazionale. Tradizionalmente i poliziotti inglesi sono rinomati per non portare armi al seguito ma qui i poliziotti della “polizia metropolitana” le armi le portano; camminano in coppia uno tiene un mitra mentre l’altro tiene la mano sulla fondina della pistola. Camminano lentamente  si guardano in giro ,forse hanno paura che da un momento all’altro si possa scatenare l’inferno e quelle armi siano costrette ad usarle ma non lo danno a vedere, ormai si sono abituati e poi hanno quel classico self-control tipico inglese. Esco dall’aeroporto e mi dirigo alla famosa metropolitana tradizionalmente conosciuta come “the underground”. Vado ad un ufficio informazioni e la banconista ,una bella ragazza mora con gli occhi verdi, mi spiega che è meglio che io acquisti una tessera per la metro affinché non debba fare ogni volta un biglietto tra l’altro molto costoso (5.10 sterline con valenza giornaliera). La tessera mi costa circa 25 sterline ed ha valenza di sette giorni con un evidente risparmio. Mi consegnano insieme alla tessera una mappa della metro che con le sue 13 linee copre tutta Londra. Ogni linea è indicata con un colore diverso mentre le varie fermate con dei pallini bianchi. Anche se la mappa è molto dettagliata sono ugualmente un po’ spaesato, chiedo informazioni e mi spiegano come posso raggiungere la mia fermata che si chiama “Oval” ed è a sud di Londra. Attendo il treno che arriva (in media ne passa uno circa ogni sessanta secondi) e nel frattempo guardo i vari manifesti pubblicitari che tappezzano tutta la stazione, uno però mi colpisce particolarmente; E’ la pubblicità di una nuova produzione televisiva della “Fox”,  un telefilm che si intitola “Dexter” e da quanto capisco è la storia di un killer che vive a Londra ma che “lavora” all’estero. Le recensioni dei vari giornali sono ottime e la programmazione è prevista la Domenica sera per le 22. Arriva il mio treno, la mia prima linea si chiama “Piccadily Line” ed è indicata con il colore blu; Il treno ne riporta la dicitura nella parte superiore della cabina del conducente e poi capisco che la linea è la blu anche perché dentro i passamani sono anche essi del medesimo colore. Un modo particolare per dare indicazioni ed una tipica stravaganza inglese. Dovrò proseguire con quella linea fino alla fermata di “Leicester Square” e li cambiare linea. La linea compie un tratto in superficie; guardo il panorama e si vedono le tipiche case inglesi. Qui non ci sono grattacieli e le case sono tutte di due piani, c’è molto verde e la cosa mi sorprende, credevo tutto il contrario. Sul treno c’è anche una famiglia italiana che come me cerca di decifrare la mappa delle stazioni. Sono marito, moglie e due figli: un ragazzo ed una ragazza i quali non perdono tempo per non litigare fra loro anche in vacanza, il tutto mentre la loro madre li richiama all’ordine. Ricordo a questo punto che anche essi erano sull’aereo per Londra con me, e di essi mi avevano colpito le attenzioni che la madre aveva dato ai ragazzi durante il viaggio specie quando servirono lo snack a bordo e lei si curò che ognuno dei due avesse una razione doppia; L’uomo è molto distaccato invece, tanto che la donna lo esorta a scherzare ogni tanto con i ragazzi “magari in vacanza”. Capisco dal tutto che l’uomo probabilmente è un libero professionista che solitamente passa molto tempo in ufficio mentre alla madre è toccato il compito di “crescere i ragazzi”. Questa ha molta cura per il figlio maschio il quale è molto magro e dell’aria fragile e da come sua madre lo guarda capisco che forse lei intuendo questa fragilità cerca sempre di proteggerlo. Mentre la mia mente vaga con questi pensieri epifanici la speaker annuncia che siamo arrivati a destinazione, scendo dal treno e mi avvio alla ricerca della seconda linea che stavolta è di colore nero. La trovo ed aspetto l’arrivo del treno che dopo circa 40 secondi arriva. Qui tutto si muove ad un’enorme velocità, questa è Lontra: treni che vanno e che vengono, gente che va e che viene. Salgo sull’altro treno e mi metto a sedere e stavolta non ci sono altri italiani. Guardo solo i londinesi; ognuno indossa un hi-pod ed ascolta musica nel frattempo che legge i giornali che distribuiscono gratuitamente dentro la metro; giornali che si chiamano “Metrò journal” e “London journal”. Gli dò un guardo: notizie di gossip più che altro e di sport, non si parla di politica. Mi colpisce ,però,soprattutto il vedere un guazzabuglio di razze diverse che sono presenti in loco; Ci sono indiani,arabi,europei :questa è Londra e qui le razze umane sono una variabile non marginale del tessuto sociale. Tuttavia non posso non pensare maliziosamente guardando l’alta percentuale di persone di origine araba che ognuno di questi potrebbe essere per New Scotland Yard un potenziale terrorista. Ognuno porta uno zainetto al seguito, magari dentro terranno solo una bottiglia d’acqua o dei giornali ma uno zainetto come quello lo avevano anche i quattro attentatori che qualche settimana fa colpirono proprio la metropolitana. Anche allora si sarà pensato che negli zaini avessero solo giornali o acqua ma purtroppo non era così. Arrivo alla mia fermata esco dalla metropolitana e sono in strada. C’è davanti la stazione un ragazzo che distribuisce giornali ma c’è anche un barbone che mezzo ubriaco lo importuna; Sono momenti di tensione, il barbone rovescia a terra i giornali il ragazzo gli tira un calcio l’uomo alza un bastone, poi arriva un agente che guarda il barbone negli occhi ed il suo urlante silenzio gli suggerisce di andare. Il barbone si alza e se ne va . Prendo un autobus di quelli tradizionali a due piani che funziona con la tessera magnetica che ho acquistato in stazione. Salgo e chiedo al conducente ove si trovi il collegio ove devo andare; si chiama “Santa Monica House” ed è una struttura tipo “bed and breakfast” gestita da una congregazione di suore dell’ordine delle “Serve di Maria e Gesù”. Suono il campanello e mi vengono ad aprire; subito le presentazioni e le chiavi della stanza che si trova al primo piano ed è la numero 11. Entro, è piccola ma confortevole con una bella vista sulla strada. Poso i miei bagagli e preparo le mappe che mi serviranno domani; sono ben fornito, ho trovato guide su internet assai esaustive quindi non penso che mi troverò spaesato. Non ho cenato e decido di andare in un supermercato tipo h24 ubicato al fianco del collegio. Sembra uno di quelli che normalmente si vedono sempre in televisione. I commessi sono pakistani ma parlano bene l’inglese, guardo gli scaffali e li vedo pieni di roba grassissima e capisco perché in Inghilterra l’obesità è ormai un problema serio. Mi compro un panino al bacon ed insalata lo apro e mi capacito al primo morso che il gusto è davvero ripugnante, fortuna che ho anche comprato dei biscotti, magari quelli sono buoni. Sono le 22 ora inglese (le 23 in Italia) ed io sono di nuovo nella mia stanza sdraiato sul letto. Mi pare ancora strano essere in terra inglese ma ormai ci sono e me ne devo capacitare. Decido di andare a dormire, il viaggio mi ha spossato parecchio e domani sarà un intero giorno in giro per le attrazioni londinesi…domani inizieranno le mie vere giornate londinesi..